
Oreste Borri nasce il 24 maggio 1920 in via Ghibellina a Firenze. I suoi genitori, Maria Fanetti e Adimiro Borri, sono attori di teatro e Oreste trascorre gran parte della sua infanzia viaggiando per l’Italia con loro, talvolta recitando in piccole parti teatrali. Dopo aver completato la scuola dell’obbligo, si iscrive all’Istituto Tecnico, ma il suo interesse principale è l’italiano. Terminati gli studi, ispirato dalla poetica di D’Annunzio, si iscrive ai corsi di pilotaggio della Regia Aeronautica e ottiene il brevetto da pilota nel 1942. Nello stesso anno sposa Anna Roselli e viene chiamato alle armi, completando il tirocinio all’aeroporto di Miramare a Rimini. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Borri inizia a scrivere poesie e racconti, con il tema del volo come metafora della ricerca dei significati profondi della vita. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, la sua esperienza di volo termina e torna a Firenze, dove inizia a dipingere nature morte, vedute di Firenze e ritratti da vendere ai soldati alleati di passaggio. Le sue prime opere sono firmate con lo pseudonimo “Orio Berrest”. Nel 1947, Borri decide di diventare un pittore a tempo pieno e inizia a firmare le sue opere con il proprio nome. Partecipa alla I° Mostra Provinciale di Pittura Contemporanea a Empoli e inizia a sviluppare uno stile astratto influenzato dagli astrattisti fiorentini. Negli anni successivi, espone le sue opere in varie mostre, tra cui la Mostra Nazionale di Pittura e Scultura a Forte dei Marmi nel 1948. Nel 1951, Borri si avvicina al gruppo di “Numero”, fondato da Fiamma Vigo, e diventa condirettore organizzativo della rivista. Collabora con il gruppo fino al 1952, quando presenta le dimissioni a causa di attriti con le ultime iniziative della redazione. Negli anni successivi, Borri continua a esporre e a collaborare con la galleria “Numero”. A partire dal 1953, Borri inizia a sperimentare con l’informale e il nuclearismo, influenzato da artisti come Enrico Baj e Jackson Pollock. Nel 1954, viene nominato corrispondente del Movimento Arte Nucleare da Firenze. Tuttavia, dal 1956-57, la sua attività espositiva diminuisce e nel 1961 abbandona la carriera pittorica per dedicarsi alla fotografia e al giornalismo.
Borri lavora come fotoreporter per varie agenzie e documenta eventi significativi come la rivoluzione ungherese del 1956 e la Guerra dei Sei Giorni del 1967. Negli anni Settanta, lavora come free-lancer per la CBS e documenta le vicende belliche in Libano e Giordania. All’inizio degli anni Ottanta, Borri riprende l’attività pittorica a tempo pieno, sviluppando uno stile figurativo espressionista. Continua a dipingere fino alla sua morte, avvenuta a Montevarchi il 16 marzo 2010 all’età di ottantanove anni.