Dopo la fine della seconda guerra mondiale, Firenze è in fase di ricostruzione e si svolgono dibattiti sull’arte e l’urbanistica. Borri, influenzato dall’astrattismo emergente e dall’arte contemporanea, inizia a esplorare l’astrazione nelle sue opere. Nel settembre del 1947 si presenta ufficialmente come pittore e partecipa alla I° Mostra Provinciale di Pittura Contemporanea a Empoli. Le sue opere, ispirate dall’astrattismo europeo e dal Neoplasticismo, riflettono un linguaggio espressivo e personale, centrato sull’essenzialità e il colore. Borri espone in diverse mostre, inclusa la sua prima mostra personale a Livorno nel 1949, dove mette in evidenza la sua visione dell’arte come espressione libera e spirituale, enfatizzando il processo creativo più che il raggiungimento di una meta specifica.
«Toccare la meta non è essenziale. Lavorare vivendo, questo sì».














