Nel 1951 Borri si unisce al gruppo della rivista “Numero”, fondata da Fiamma Vigo. La rivista nasce nasce per promuovere l’arte avanguardista e diventa un’importante voce nel panorama artistico fiorentino. Nominato condirettore organizzativo, Borri partecipa a dibattiti ed esposizioni per promuovere l’arte astratta fiorentina. Nel luglio 1952 esce il primo “Numero” della terza serie, contenente una nota programmatica scritta proprio da Borri. Questa riflette i principi della rivista e la sua influenza nella promozione dell’arte contemporanea e della ricerca artistica a Firenze. Grazie alla sua collaborazione con il gruppo di “Numero”, Borri partecipa a importanti esposizioni, tra cui una collettiva alla Bottega d’Arte di Livorno e una mostra con Fiamma Vigo alla galleria della rivista. In quest’ultima, Alberto Sartoris elogia la pittura di Borri per la sua semplicità e libertà espressiva. Tuttavia, il 13 dicembre 1952 Borri si dimette da condirettore della rivista a causa di insoddisfazione e disaccordi con le nuove iniziative. Sebbene lasci la rivista, Borri continua a esporre e collaborare con la galleria “Numero” fino alla sua chiusura nel 1970, causata dai problemi di salute di Fiamma Vigo.
“Più che mai aperto ad ogni manifestazione di arte d’avanguardia di qualunque tendenza, più che mai rivolto a tutti i giovani vivi che operano nel nostro tempo. […] L’ingegno, il valore, il coraggio dei giovani tesi nella ricerca appassionata della nuova espressione, l’inquietudine di tutti coloro che sentono come imprescindibile necessità la ribellione ad ogni conformismo, l’ansia di superamento, il desiderio urgente di rivelazione d’un fermento vitale che preme inespresso in un tentativo di accordo con la nostra epoca tormentata, questo chiede Numero ai suoi collaboratori”.








